Societario e Patrimoni
Il passaggio generazionale non è un atto. È un percorso
Chi ha costruito un’impresa prepara il passaggio quando ne ha il tempo, non quando ne ha la necessità. Quali sono i passaggi, e in quale ordine conviene affrontarli.
Studio Algeri Marino2 min di lettura
In sintesi
- Il passaggio generazionale riguarda persone e ruoli prima che quote e atti.
- Obiettivi della famiglia e interessi dell’impresa vanno chiariti prima di scegliere gli strumenti.
- Le conseguenze fiscali e finanziarie dipendono dalla struttura scelta, non solo dal valore dell’impresa.
- Più tempo si ha, più alternative restano aperte.
Prima le persone, poi gli atti
Il passaggio generazionale viene spesso ridotto a un atto, un trasferimento di quote o di azienda. In realtà è un percorso che coinvolge chi lascia, chi subentra, chi non subentra e chi, dentro e fuori l’impresa, dipende dalle loro scelte.
Le prime domande sono quindi di merito: chi guiderà l’impresa, con quali poteri, con quali garanzie per chi non vi partecipa direttamente, con quali tempi.
La struttura viene dopo
Solo una volta chiariti gli obiettivi si scelgono gli strumenti. Esistono più strade, con effetti diversi sul controllo dell’impresa, sul trattamento fiscale, sulla liquidità necessaria e sulla possibilità di cambiare idea. Confrontarle per tempo permette di scegliere con calma e di correggere il percorso.
Il tempo come risorsa
Quanto prima si comincia, tanto più numerose sono le alternative e tanto meno condizionano le scelte eventi imprevisti. Un passaggio preparato in anni consente di affiancare i successori, di sistemare la struttura e di verificare, strada facendo, se il piano regge.
Competenza collegata: Societario e Operazioni Straordinarie